Amnistia e Indulto 2017: il Ddl sul Reato di Tortura torna alla Camera

carcere

Dopo la marcia per amnistia e indulto, tenuta dai Radicali il giorno di Pasqua 2017, si è tornato a parlare del Reato di Tortura. Portatrice di questo messaggio, alla marcia, è stata Ilaria Cucchi, sorella del ragazzo morto in seguito alle percosse subite da tre agenti penitenziari. Durante la Marcia, Ilaria Cucchi ha esposto il cartello “Stop Tortura” e ha voluto riportare l’attenzione su di una tematica molto importante.

IL REATO DI TORTURA: IL DDL ALLA CAMERA

Nell’ultimo periodo si sta discutedo per far entrare nel nostro Codice Penale il reato di tortura. Il Ddl che si sta discutendo, prevede dai 3 ai 10 anni di reclusione per chi causa con violenza e minacce sofferenze fisiche o traumi psichici a persone prive della libertà personale o in condizioni di minorata difesa. Nel caso il reato viene commesso da un pubblico ufficiale, la pena si aggrava e si rischiano dai 5 ai 12 anni di reclusione.
Al momento il Ddl è tornato alla Camera e alla commissione Giustizia che dovrà valutarne gli emendamenti.

LE DICHIARAZIONI DI MARIA CECILIA GUERRA

Secondo quanto dichiarato dalla senatrice Maria Cecilia Guerra “Siamo arrivati a una mediazione accettabile, un giusto compromesso tra la definizione del reato e la precisazione che non può essere considerata tortura l’azione di un pubblico ufficiale nell’ambito della legittimità delle sue funzioni, ma solo quando ci sia l’aggravante dell’abuso di potere”. Un grande passo avanti per il nostro Codice Penale, e per la difesa di quanti non possono difendersi da soli.

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