Gilet Gialli in Italia: quali sono i movimenti italiani

Giancarlo Nardozzi ha creato su Facebook il “Coordinamento nazionale gilet gialli in Italia”

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Nelle ultime settimane la Francia è stata sconvolta da diverse manifestazioni organizzate dal movimento dei “gilet gialli“, riunitisi inizialmente per protestare contro l’aumento delle tasse sul gasolio, successivamente divampata in una vera e propria opposizione contro il presidente Emmanuel Macron.
I “gilet gialli” sono stati un’autentica ispirazione per Giancarlo Nardozzi, venditore ambulante di Torino e presidente del Goia (Gruppo organizzato indipendente ambulanti), che ha creato su Facebook il “Coordinamento nazionale gilet gialli in Italia“.
In un’intervista rilasciata a Repubblica, Nardozzi ha spiegato la mission del movimento:
Affrontare problematiche di categoria, in primis la Bolkestein e le tasse troppo elevate per le imprese, ma stiamo allargando i contatti ad altre categorie in tutta Italia.
Noi siamo contro questa Europa e stiamo pensando di scendere in piazza per bloccare simbolicamente le frontiere, per chiedere che l’Europa non si intrometta più nelle questioni italiane e non comandi a casa nostra”.
Il fondatore del “Coordinamento nazionale gilet gialli in Italia” si schiera con l’attuale governo gialloverde e si oppone all’Europa:
“Questo è il governo che abbiamo scelto e quello che ha promesso di fare dei cambiamenti, per esempio in materia di tasse, che noi condividiamo e auspichiamo.
Per questo non accettiamo che queste riforme, che secondo noi potrebbero farci uscire da anni di sofferenza, non vengano attuate perché a Bruxelles le bocciano”.
Tra gli amministratori del gruppo figura Ivan Della Valle, ex deputato pentastellato piemontese che aveva combattuto contro la Bolkenstein, prima di esse espulso dal M5S dopo lo scandalo scatenatosi per la mancata restituzione di una parte dell’indennità parlamentare.

Il parallelismo col Movimento dei Forconi

Giancarlo Nardozzi scese in piazza a Torino col Movimento dei Forconi nel dicembre del 2013,  quando la contestazione degenerò in una guerriglia urbana sfociata nell’assalto alla sede della Regione Piemonte in piazza Castello ed erano bloccate strade e ferrovie.

Dunque è inevitabile il parallelismo tra i “gilet gialli” francesi e il Movimento dei Forconi ideato dal leader Danilo Calvani per protestare contro le scelte politiche dei due governi (Letta e Monti) succedutisi tra il 2012 e il 2013.
Ma quali sono i punti di contatto tra le due organizzazioni? Innanzitutto entrambe hanno creato una serie di manifestazioni a catena per protestare contro le decisioni politiche dei governi.
Ulteriore elemento in comune: i “gilet gialli” e i “forconi” hanno alle spalle due storie di iniziativa popolare il cui obiettivo è manifestare il malcontento generato da scelte spesso discutibili (basti pensare all’aumento delle tasse).
Ma un dettaglio differenzia i due movimenti. I Forconi, osserva il leader, sono stati fermati dai membri che hanno aderito alla causa solo per entrare in politica. E per quanto riguarda i “gilet gialli” Calvani, in un’intervista rilasciata a Giornalettismo, si augura che “nessuno sfrutti le loro battaglie solo per fare campagna elettorale, spremendo i loro ideali per garantirsi solo visibilità”.

 

 

 

 

 

 

 

Scritto da Veronica Mandalà

Palermitana d'origine, amo scrivere di tutto e osservare la realtà a 360 gradi.

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