Strage di Bologna: 85 morti e oltre 200 feriti 39 anni fa

L’attentato terroristico di Bologna fu considerato il più grave dal secondo dopoguerra

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Strage di Bologna (Afp)

Sono passati 39 anni dalla strage di Bologna. Sabato 2 agosto 1980, alle 10:25, un’esplosione fece crollare l’ala Ovest della stazione di Bologna e causò la morte di 85 persone e il ferimento di altre 200. L’ordigno, composto da 23 kg di esplosivo contenuto in una valigia abbandonata, era stato fatto esplodere nella sala d’aspetto dell’edificio, affollato com’era di turisti e di persone che si apprestavano ad andare in vacanza. La potenza devastante dell’esplosione investì anche il treno Ancona-Chiasso, che si trovava in sosta sul primo binario, e il parcheggio dei taxi davanti all’edificio.

Gli esecutori materiali della strage di Bologna furono individuati in alcuni esponenti di estrema destra, appartenenti precisamente ai Nuclei Armati Rivoluzionari, mentre i presunti mandanti sono rimasti sconosciuti, sebbene siano state riscontrate alcune connessioni con la criminalità organizzata e i servizi segreti deviati. Tra i membri individuati dalla magistratura spiccarono soprattutto Valerio Fioravanti e Francesca Pazienza, condannati attraverso una sentenza finale del 1995 in quanto “appartenenti alla banda armata che ha organizzato e realizzato l’attentato di Bologna” e per aver “fatto parte del gruppo che sicuramente quell’atto aveva organizzato”. Nel 2007 si aggiunse la condanna di Luigi Ciavardini, minorenne all’epoca dei fatti.

Iter giudiziari estenuanti e depistaggi hanno alimentato ulteriormente quel velo di mistero che aleggia sull’attentato di Bologna, considerato il più grave atto terroristico avvenuto nel secondo dopoguerra, le cui indagini sono ancora ben lontane dalla verità.

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