Governo Conte bis: Di Maio rinuncia alla carica di vicepremier

In diretta streaming nel pomeriggio si sono espressi sia Di Maio che Conte sul futuro del cosiddetto Governo giallo-rosso.

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Luigi di Maio non sarà vicepremier nel nuovo Governo a maggioranza M5S e PD, così il capo politico del Movimento 5 Stelle ha dichiarato in contemporanea all’intervento di Conte. I due esponenti del partito hanno aggiornato i cittadini sullo stato degli accordi per la formazione di un nuovo Governo. Domani o dopodomani, infatti, Conte dovrebbe salire al Colle per comunicare al Presidente Mattarella le sue proposte in fatto di ministri.

Le scommesse sul cosiddetto “totoministri” sono in fibrillazione, ci sono nomi che con il passare dei giorni sono sempre più vicini al conferimento dell’incarico ed altri nomi progressivamente esclusi dalle indiscrezioni che circolano su Internet e sulla stampa italiana.

La notizia più rilevante, però, è proprio il passo indietro compiuto da Di Maio per quanto riguarda la figura politica dei vicepremier. Conte aveva auspicato che si riproponesse lo schema a due vice, uno per partito, ma il “format” avrebbe potuto rivelarsi sconveniente per il Partito Democratico.

Dopo giorni di lotte, infatti, oggi Di Maio ha così dichiarato:

Si è fatto un gran parlare della vicepresidenza del Consiglio dei ministri e si è detto che la trattativa si era bloccata per questo: ma non è vero. Abbiamo saputo che il Pd ha fatto un passo indietro rinunciando al suo vicepremier e quindi il problema non sussiste più.

Dall’altra parte anche Zingaretti lascia trapelare segnali positivi affinchè la trattativa conduca al giuramento del nuovo Governo:

Stiamo lavorando con pazienza e serietà per un governo di svolta vera perché questo è quello che serve all’Italia. Un governo che cambi radicalmente quello che abbiamo visto. (…)Si stanno facendo passi in avanti. Noi siamo fiduciosi e ottimisti

Governo Conte bis: quali saranno i nuovi ministri?

Come si anticipava è molto incerta la partita sui ministri. Di Maio, contestualmente alla rinuncia del ruolo di vicepremier per sè ha dichiarato che: “Applicheremo a tutti i ministri il codice etico del M5S”, precisazione doverosa in caso di veto su alcuni nomi poco graditi.

giuseppe-conte

Pare inoltre che il prossimo governo avrà molte figure femminili nei posti chiave, come preannunciato da Conte stesso durante la festa del Fatto Quotidiano. In particolare l’ipotesi di incaricare Luciana Lamorgese, ex prefetto di Milano, all’Interno si fa sempre più strada.

Ricordiamo che gli altri nomi proposti per il Ministero attualmente ancora diretto da Matteo Salvini spaziavano da Franco Gabrielli ad Alessandro Pansa. Ad ogni modo le certezze sono molto risicate e non è ancora noto il parere che il Presidente Mattarella potrebbe esprimere in merito. Pare tuttavia improbabile che siano formulati forti veti come quello opposto contro la nomina di Paolo Savona al Ministero dell’Economia e delle Finanze solo un anno fa.

Governo M5S-PD: si voterà su Rousseau

A meno di incredibili sconvolgimenti, il voto sulla Piattaforma Rousseau ci sarà. A differenza di quello che vide nascere il governo giallo-verde, riguarderà la proposta di alleanza e non il programma di governo. La domanda che agli iscritti sarà rivolta è la seguente:

Sei d’accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?

La votazione è prevista per domani Martedì 3 Settembre dalle 8 alle 19. Non mancano tuttavia perplessità in merito. Solo pochi mesi fa il Garante della Privacy aveva evidenziato come manchi la segretezza in fase di voto e di come i dati degli utenti non siano trattati come dovrebbe. Dalla Casaleggio smentiscono e rassicurano gli iscritti sul corretto funzionamento della piattaforma. Proprio pochi giorni fa, però, circolava sui social notizia di una presunta violazione hacker dell’area riservata agli amministratori.

rousseau salvini immunità


Ad ogni modo dalla direzione del Movimento sembrano intenzionati a far rispettare l’esito della votazione, nonostante esistano molte anime contrarie. Ha detto il capogruppo Patuanelli: “Se la piattaforma dice no, Conte si adegui”.

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Giornalista pubblicista, mi definisco idealista e sognatore studente di Lettere presso l'Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa: principalmente politica, cinema e temi sociali.

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