Unione Europea sanziona Google: multa record per Android

La pesante sanzione è stata comminata dalla Commisione Ue la quale, secondo l’agenzia Belga, ha riscontrato un abuso della posizione dominante del suo sistema operativo Android

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Multa record per Google, che dovrà pagare 4,3 miliardi di euro. La pesante sanzione è stata comminata dalla Commisione Ue la quale, secondo l’agenzia Bloomberg, ha riscontrato un abuso della posizione dominante del suo sistema operativo Android.

Google non è nuova a sanzioni record. Basti pensare che lo scorso anno dovette pagare 2,4 miliardi di euro per aver favorito il suo servizio di comparazione di prezzi Google Shopping, stanando in tal modo gli altri competitor. Per questo motivo, l’azienda ha presentato ricorso alla Corte di Giustizia europea.

Android ha creato più scelta per tutti, non meno: un ecosistema fiorente, innovazione rapida e prezzi più bassi sono le caratteristiche classiche di una forte concorrenza. Faremo appello contro la decisione della Commissione“, ha commentato a caldo un portavoce di Google a seguito della decisione della Commissione Europea.

Pertanto Big G ha 90 giorni di tempo per abbandonare le pratiche concorrenziali, altrimenti rischia di pagare una penale del 5% del fatturato di Alphabet, la casa madre.

Unione Europea sanziona Google: il sistema operativo Android

Il sistema operativo Android fu lanciato da Google il 5 novembre 2007, apportando una ventata di novità: un sistema aperto, concepito per poter funzionare su più telefoni. E la sua forza risiede soprattuttp nella collaborazione di Google con più produttori di dispositivi mobili, da Samsung a Huawei. Android è anche utilizzato in dispositivi di fascia media ed economica, scelta che ha spalancato le porte dei mercati emergenti e di un pubblico di utenti toccato solo in parte dalla concorrenza diretta. In altre parole, concorrenza letteralmente allo sbaraglio!

Unione Europea sanziona Google:

Google è stata accusata dalla Commissione Europea di essersi servita del sistema operativo Android per imporre i suoi prodotti di ricerca sui dispositivi mobili, monopolizzando gli introiti delle pubblicità sui nostri smartphone. Si tratta di un vero e proprio impero basato sulla pubblicità online, come testimoniano le stime di eMarketer: infatti Big G nel 2018 genererà un terzo di tutta la pubblicità ‘mobile’ del mondo con una possibilità di registrare 40 miliardi di dollari di vendite fuori dagli Usa.

Nel 2016 Google fu accusata di aver obbligato i produttori di smartphone (Samsung o Huawei) a pre-installare Google Search e a settarlo come app di ricerca predefinita o esclusiva. Secondo Bruxelles, Big G ha anche offerto incentivi finanziari ai produttori e agli operatori di reti mobili a condizione che installassero esclusivamente Google Search sui loro dispositivi.

Scritto da Veronica Mandalà

Palermitana d'origine, amo scrivere di tutto e osservare la realtà a 360 gradi.

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