Rete di pediatri sentinella contro gli abusi sui minori

“Stop agli abusi sui minori”: nasce il progetto “salva-bimbi”, finanziato dall’azienda farmaceutica italiana Menarini. L’obiettivo è quello di formare pediatri e medici di base che sappiano cogliere i segnali di abuso, violenza o maltrattamento sui minori.

Abusi sui minori
abusi sui minori

Sono oltre 90mila i minori, bambini e adolescenti, che ogni anno in Italia subiscono maltrattamenti, violenze o abusi, psicologici o sessuali. Questo dato è tuttavia sottostimato.

I casi denunciati sono purtroppo pochissimi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha affermato che solo un caso su nove viene alla luce.

I minori solitamente non parlano, hanno paura e arrivano persino a sentirsi in colpa. Esistono però dei segnali indicatori dell’abuso subito. Questi segnali devono essere riconosciuti per poter far emergere il fenomeno, che altrimenti rimarrebbe taciuto.

Stop agli abusi sui minori: il progetto Menarini

Riconoscere i segnali di abuso è l’obiettivo alla base del progetto “Stop agli abusi sui bambini”, finanziato dall’azienda farmaceutica italiana Menarini.

Come Menarini ci siamo chiesti cosa possiamo fare per dare una mano a costruire una maggiore consapevolezza di questa emergenza sociale. La risposta è stata che possiamo lanciare e sostenere un progetto educazionale rivolto ai pediatri italiani, unico a livello mondiale” 

“La nostra missione è di creare una rete di pediatri e medici a salvaguardia dei bambini vittime di abusi e maltrattamenti

Con queste parole Lucia e Alberto Giovanni Aleotti, presidente e vicepresidente del Gruppo Menarini, hanno introdotto il progetto “Salva-bimbi”.

Negli Stati Uniti esiste la specializzazione “child abuse”, introdotta nel 2009. In ogni Stato ci sono inoltre centri che si occupano del dilagante fenomeno degli abusi sui minori.

In Italia non esistono, almeno per il momento, corsi universitari specifici.

“Nei corsi di laurea in medicina e nelle scuole di specializzazione in pediatria, questi aspetti vengono trascurati. Se il pediatra non ha le competenze necessarie non va ad affrontare il problema nelle maniere dovute” ha spiegato Luigi Negri, responsabile del progetto per Fimp.

Finalmente con l’iniziativa di Menarini anche in Italia si avrà una formazione su questi temi. I bambini potranno dunque godere della protezione di esperti in grado di individuare i segnali di abuso.

Medici “sentinella” contro gli abusi sui minori

Menarini ha investito circa un milione di euro per la formazione di 15mila pediatri e medici di base italiani, definiti “sentinella”. I professionisti del settore parteciperanno a corsi per imparare a riconoscere ed individuare i segnali indicatori di abuso. Saranno così in grado di portare alla luce i casi di violenza, minaccia o abuso sui minori, che troppo spesso rimangono nascosti.

Dopo il “riconoscimento” del segnale, il pediatra valuterà se c’è un sospetto concreto e metterà in sicurezza il bambino, ricorrendo all’autorità giudiziaria.

Il progetto si svolge in due fasi. La prima, denominata “Trai the trainers”, ha come obiettivo la formazione di mille pediatri attraverso 23 corsi intensivi. Durante le lezioni i medici impareranno a riconoscere i segnali inespressi dei bambini abusati, diventando “sentinelle” del disagio dei minori.

Grazie alle loro competenze e al loro supporto, sarà poi possibile creare una rete di 15mila pediatri e medici di base.

Il progetto è già in corso e si avvale della collaborazione di Telefono Azzurro, Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e Associazione Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI), Società Italiana di Pediatria (SIP).

A sostegno dell’iniziativa, Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro ha spiegato:

I pediatri svolgono un ruolo chiave nel percorso di crescita sana ed equilibrata del bambino e rappresentano il loro primo punto di contatto con il sistema sanitario ma soprattutto costituiscono un punto di riferimento e di fiducia a cui l’intera famiglia affida i propri bambini negli anni più delicati”.

I segnali dei maltrattamenti, degli abusi e delle violenze sui minori

Gli abusi e le violenze lasciano nei minori un segno indelebile e causano gravi conseguenze sulla loro salute. I bambini però non riescono a raccontare quello che è successo, per paura, per vergogna, per il senso di colpa che si scatena. Siamo dunque noi adulti a dover capire il loro disagio e i segnali che loro lanciano, anche se in modo silenzioso ed inconsapevole.

I minori, vittime di abuso, maltrattamenti o violenza, subiscono dei cambiamenti a livello comportamentale.

Diventano aggressivi, si chiudono in se stessi, hanno sbalzi d’umore improvvisi. Iniziano ad avere disturbi del sonno, problemi con il cibo e lamentano dolori fisici. I cambiamenti comportamentali si manifestano anche attraverso atteggiamenti autolesionistici o regressivi, come bagnare il letto. Un abuso può causare anche un calo del rendimento scolastico o timore verso gli adulti.

Questi segnali devono essere intercettati dai pediatri e dai medici di base, per poter capire se dietro ad essi si nasconde un fenomeno di abuso o violenza.

Il professor Pietro Ferrara, docente di Pediatria all’Università Campus Biomedico di Roma e Università Cattolica, referente nazionale dell’Associazione Italiana di Pediatria per abusi e maltrattamenti ha spiegato:

 “I temi dell’abuso e del maltrattamento oggi non possono essere più trascurati anche per le gravi conseguenze che determinano sulla salute del bambino nel breve e lungo termine. Un bambino maltrattato o abusato non solo è più a rischio di disturbi fisici, psicologici e del comportamento, ma anche di danni organici nella vita adulta”.

«Il riconoscimento di un abuso sessuale non è facile perché non sempre ci sono segni clinici evidenti. A fronte di maltrattamenti che portano a danni fisici che permettono diagnosi, infatti, nei casi di abuso sessuale i segni sono più sfumati. Dopo 14 giorni dall’abuso non è possibile trovare lesioni a livello imenale e così 30 volte su 100 non si vede nulla». 

Abusi sui minori: i dati italiani

I maltrattamenti, gli abusi e le violenze sui minori, di cui si ha contezza, sono davvero pochi rispetto al numero reale. Questi fenomeni sono purtroppo sommersi e dunque sottostimati. Sono pochissime le segnalazioni. Inoltre la scarsa capacità di riconoscere i segnali di abuso porta a non individuare il fenomeno e a sottostimarlo, come ha spiegato Luigi Negri.

Oggi si parla di circa 91mila bambini vittime di abusi o violenze in Italia. Di questi, il 6,9% è vittima di violenze fisiche, il 13,7% di violenze psicologiche, il 4,2% è vittima di abusi sessuali, il 19,4 ha assistito a violenze contro figure per loro ritenute importanti, il 47,1% è vittima di trascuratezza mentale o affettiva.

Questi sono i dati comunicati dall’Autorità garante per l’infanzia, ma le stime non rispecchiano la realtà. Troppi episodi purtroppo rimangono nascosti.

Il progetto Salva-bimbi, ha anche come obiettivo quello di portare a galla il sommerso.

Nigri ha spiegato che il 70% degli abusi si consuma fra le mura domestiche, l’ambiente in cui i piccoli dovrebbero sentirsi più protetti. Due volte su tre è proprio uno dei familiari l’autore del reato.

I cosiddetti “ladri d’infanzia”, sono purtroppo spesso le persone più vicine al minore. In troppi casi si tratta della mamma o del papà. Molti casa di cronaca mostrano come si possa anche trattare di parenti di vario grado, amici, vicini di casa e maestre d’asilo.

Pochissimi bambini riescono a chiedere aiuto, proprio perché le prime persone più vicine, alle quali dovrebbero chiederlo, sono gli abusatori. Chiedono aiuto un minore su cinque fra coloro che subiscono abusi sessuali, un minore su tre fra colore che sono vittima di violenze.

Secondo i più recenti dati forniti dalla polizia giudiziaria, sono solo mille ogni anno, in Italia, le segnalazioni di abusi sessuali sui minori.

Abusi sui minori: i dati regionali

In Campania sarebbero circa 9mila i minori a rischio di maltrattamenti e violenze, fisiche o psicologiche e incuria, 900 i minori a rischio di abusi sessuali. I casi di abusi verificati sono però solo 200 ogni anno.

Nel Lazio sono circa 8500 i minori a rischio di subire incuria, violenze, maltrattamenti, psicologici o fisici e circa 800 i bambini a rischio di abusi sessuali.

In Puglia sono oltre 6mila i minori che corrono il rischio di violenza, maltrattamenti, psicologici o fisici e incuria e 120 i bambini a rischio di abusi sessuali.

Nel nord Italia la letteratura scientifica individua una percentuale di 9,8 bambini maltrattati ogni 1000.

Questi dati, già sconcertanti, sono purtroppo sottostimati.

Due volte su tre le violenze vengono compiute da una persona appartenente al nucleo familiare del minore, questo ostacola ancor di più l’emergere del fenomeno.

Conclusioni

Abusi, violenze, maltrattamenti, fisici o psicologici e incuria, non consentono ai minori di crescere correttamente e causano in loro segni indelebili, che avranno ripercussioni sul loro futuro.

Interrompono il percorso di crescita dei bambini in un’età in cui dovrebbero essere solo circondati da affetto, amore e protezione. Negano loro un futuro sereno.

Purtroppo le persone che, per prime, dovrebbero proteggere i minori ed occuparsi di loro, sono gli autori stessi di questi reati terribili ed inspiegabili. Genitori, parenti, amici ed insegnanti.

Il progetto “Stop agli abusi” cercherà di far emergere tali fenomeni.

La speranza è dunque quella che vengano portati alla luce tutti gli episodi di abuso di cui sono vittima i minori. Questo non solo per punire i colpevoli, ma anche e soprattutto per aiutare i piccoli ad uscire dall’enorme disagio in cui si trovano. L’auspicio è anche quello che il progetto “salva-bimbi” abbia, ancor prima, una funzione preventiva.

In tal modo i bambini potranno crescere serenamente, imparando a conoscere il mondo a loro circostante con la speranza che quello in cui vivono sia un bel mondo.

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